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E’ nato e cresciuto a Hebron. Suo padre è di Hebron e sua madre è di Gerusalemme. Ha studiato sia presso la scuola palestinese, sia in quella che in Italia chiamiamo la scuola coranica. Fra i membri della sua famiglia era quello che frequentava la Moschea con più assiduità e fin da giovanissimo si trova a mettere in pratica le sue capacità di mediazione per la particolare situazione di Hebron. Hebron era la città più complicata in Palestina: l’unica città all’interno della quale si trovavano almeno 400 coloni che non lasciavano spazio a una convivenza pacifica. Nonostante questo, grazie alla famiglia riceve un’educazione di grande apertura, che gli permette di instaurare un dialogo con i coloni, come con le varie espressioni politiche e religiose dell’intifada, mediazioni non sempre facili.

Nel 1991 si trasferisce per motivi di studio in Italia, a Firenze, per diventare stilista. La prima cosa che cercò in Italia fu la Moschea e si rese presto conto che non c’era. A poco a poco, insieme ad altri giovani fonda la prima comunità islamica di Firenze e Toscana. La comunità cominciò gradualmente a crescere e le prime occasioni di dialogo si presentarono con il mondo cristiano presso il Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira dove studiavano la lingua italiana. Questo luogo fu cruciale per il suo percorso: presto chiesero al direttore la possibilità di usare una sala per la preghiera del venerdì e iniziò così un dialogo islamico-cristiano vero e proprio.

Nel 1993, Firenze subì l’attentato terroristico mafioso agli Uffizi. Il sindaco di allora lo chiamò per annunciare che aveva intenzione di organizzare una manifestazione contro questo atto di terrorismo e che aveva il piacere di invitarlo a fare una preghiera interreligiosa. Questa fu l’occasione per avvicinarsi anche alla comunità ebraica e di dare inizio anche ad un dialogo islamico-ebraico. Le comunità religiose iniziarono a lavorare fianco a fianco costruendo, anche con fatica, un dialogo forte e solido tuttora in atto.

In seguito Izzeddi Elzir viene eletto Presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia.