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Domenico Galasso, allievo di Orazio Costa e diplomato in Recitazione presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, ove ha frequentato anche il Corso di Regia tenuto da Andrea Camilleri, si occupa prevalentemente di formazione. Già libero docente di Regia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, ha insegnato Recitazione e Metodo Mimesico presso il Laboratorio di Arti Sceniche del Teatro Regionale Abruzzese.

Fondatore del Piccolo Teatro Orazio Costa, giovane associazione culturale che si prefigge lo scopo di diffondere la cultura e la pratica del Teatro, ha curato e cura numerosi laboratori di recitazione.
In collaborazione con StemTeCh (gruppo di ricerca sulle cellule staminali) e con l’Università degli Studi Gabriele d’Annunzio ha elaborato e condotto il Progetto Prima di esserci, concorso di drammaturgia su tema scientifico per gli istituti di istruzione superiore.

Ha firmato la regia è ABITARE LA POSSIBILITÀ drammaturgia originale di Stas’ Gawronski e Domenico Galasso su testi di aa.vv., andato in scena a Roma nell’ottobre 2017, con Selene Gandini, Stas’ Gawronski, Alfredo Troiano. In collaborazione con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e numerose altre istituzioni, ha tenuto seminari, lezioni, lezioni spettacolo, e ha realizzato, in qualità di regista, numerosi spettacoli alcuni in co-produzione con la stessa Accademia. Galasso ha recitato in teatro e in numerose serie televisive di successo tra cui Squadra Antimafia, RIS Roma, I Cesaroni, Distretto di Polizia, Don Matteo, Il Tredicesimo Apostolo.
Più volte nel corso degli anni si è cimentato nella messa in scena di materiali boniani, a partire dal 1994, quando interpretò, nel doppio ruolo di regista e attore, in un’ambientazione ipercontestualizzata – sul sagrato di S. Salvatore dei Fieschi, a Lavagna – il dramma L’ultima estate del Fieschi. Per conto dell’Istituto Storico della Resistenza di Genova, nel 1995, in occasione del 50° anniversario della Liberazione, mise in scena una composizione drammatica di testi narrativi e di poesie resistenziali tratte dal corpus della scrittrice. Nel 2003 curò – per il Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione con L’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico – la regia dell’Antigone di Sofocle, nella potente traduzione in versi di E. Bono.

MI SEMBRÒ CHE UNA VOCE è uno spettacolo teatrale in memoria di Elena Bono, una delle voci più autorevoli e meno note del Novecento letterario italiano. Domenico Galasso, già interprete del suo L’ultima estate dei Fieschi, porta in scena alcuni dei momenti salienti della vis creativa della grande artista, che scelse Chiavari e la Liguria come terra di adozione e di ispirazione. Lo spettacolo teatrale, prodotto dal Piccolo Teatro Orazio Costain collaborazione con il Comune di Chiavari, è imperniato sul breve racconto Morte di Adamo, una delle narrazioni più intense e audaci dell’intera produzione della scrittrice. Il componimento, con la sua cifra visionaria e metanarrativa, sarà il fil-rouge che condurrà lo spettatore alla scoperta di vicende e personaggi della letteratura boniana, e in particolare del modo in cui, in diverse epoche e situazioni, si incarna il mistero di libertà che fu del primo uomo. L’interpretazione di Elena Bono è affidata a Chiara Colizzi, voce italiana di illustri attrici quali Nicole Kidman, Uma Thurman ed Emily Watson. La figura della grande scrittrice rivive sul palco la nascita delle sue trame e dei suoi personaggi, attraverso una drammaturgia che aderisce con rigore filologico a quanto lei stessa ebbe a dire a proposito del suo variegato corpus letterario.