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Un contest su Instagram per raccontare la propria idea di piazza, reale o virtuale. Le foto più votate verranno premiate durante il Festival

“Dall’agorà dell’antica Grecia alla piazza virtuale della Rete”. Partendo proprio dal termine: AGORA’, il Festival della Parola 2018 vuole raccontare l’evoluzione nei secoli di un luogo centrale nella vita dell’uomo. La piazza come luogo di incontro ma anche di scontro, di commercio, di protesta, di politica, di rappresentanza, di fede, di scambio, di potere e di impotenza, sino ad arrivare alla piazza virtuale dei Social.

Sono tanti, tantissimi gli spunti che la piazza, nella sua storia ci offre ed è per questo che il FdP 2018 ha deciso di lanciare un contest sulla piattaforma Instagram per farlo raccontare al pubblico. Chi intende partecipare potrà taggare la pagina ufficiale del “Festival della Parola” nelle proprie foto, con le quali raccontare la propria idea di piazza, concreta o ideale, vissuta o immaginata e usare l’hastag #FdP2018.

Le immagini verranno “ripostate” sulla pagina della manifestazione e quelle più apprezzate attraverso i “like” dei follower di Instagram verranno premiate nell’ambito del Festival. I like ritenuti validi al fine della votazione saranno quelli espressi a partire da oggi, 7 maggio al 30 maggio. Inoltre tutte le foto partecipanti al contest verranno pubblicate sul sito del Festival della Parola 2018, in una sezione dedicata.

Tanti gli ospiti e una sola parola d’ordine:agorà. Dal 31 maggio al 3 giugno a Chiavari si torna a parlare di storia, poesia, teatro, musica e attualità

La piazza, come luogo fondamentale dell’incontro e dello scambio, in cui si intrecciano cultura e storia, simboli e tradizioni. Non a caso il Festival della Parola 2018 ha scelto come password, la parola AGORA’, perché meglio di altre può rappresentare un cartellone, anche questa volta, ricco di eventi, che intende suggerire, stimolare, sviluppare, indurre al confronto, rinsaldare la memoria. “Dall’agorà dell’antica Grecia alla piazza virtuale della Rete” sarà il comune denominatore, che dal 31 maggio al 3 giugno, accompagnerà il pubblico della manifestazione di punta della Città di Chiavari. E per qualcosa di nuovo (la scelta di una parola chiave e alcune location) c’è qualcosa che si riconferma, come l’omaggio agli “ospiti d’onore” e l’attenzione per alcune ricorrenze della storia.

Sono già stati svelati i nomi dei tre “omaggi alla carriera” che il FdP intende celebrare quest’anno: Michelangelo Antonioni, Giorgio Gaber ed Elena Bono. I tre personaggi verranno ricordati e raccontati da chi li conobbe da vicino, mettendo l’accento in maniera particolare sugli aspetti meno conosciuti e più intimi. Proiezioni, dibattiti e conversazioni informali per ricostruire le personalità di tre grandi artisti del Novecento.

Fra gli appuntamenti con la storia, non poteva passare inosservato il 50° anniversario del Sessantotto, momento dirompente, di grandi trasformazioni e aspettative, non tutte compiute e non tutte positive, forse, ma certamente premonitrici di un momento rivoluzionario e unico. Saranno numerosi gli appuntamenti che si occuperanno, da varie angolazioni, del Sessantotto: ci sarà il racconto dei giornalisti, quello dei musicisti e anche quello dei protagonisti di allora, che racconteranno cosa è rimasto di quell’eredità.

Fra gli ospiti che si occuperanno del Sessantotto: Flavio Fusi (inviato RAI), Giuliano Galletta (Il Secolo XIX), Toni Capuozzo (reporter per varie testate e vice direttore Tg5 sino al 2013), Pier Alberto Bertazzi (docente di Medicina del lavoro presso l’Università degli Studi di Milano) Luciano Pero (docente MIP-Politecnico di Milano di Organization Theory and Design), Piero Montalbetti (musicista del gruppo dei Dik Dik), Riccardo Bertoncelli (critico musicale).

Curiosità e attesa per i quattro appuntamenti serali, che quest’anno, vista la chiusura del Teatro Cantero, verranno ospitati nella suggestiva struttura trasparente, antistante la cattedrale di Nostra Signora dell’Orto. Una collocazione strategica, in una piazza carica di significati, sulla quale si affacciano sia il palazzo comunale, simbolo del potere temporale, sia la cattedrale, simbolo del potere spirituale. Ospite della prima serata sarà Simone Cristicchi con il suo spettacolo teatrale “Esodo” dedicato alla vicenda degli esuli istriani; venerdì sarà la volta di un nome prestigioso del giornalismo italiano, Paolo Mieli, che proporrà il suo spettacolo “Era d’ottobre” incentrato sulla cosiddetta Rivoluzione d’ottobre nella Russia del 1917. La serata di sabato sarà dedicata a Elena Bono con lo spettacolo teatrale ispirato alla sua vita e alla sua opera, per la regia di Domenico Galasso e interpretato, tra gli altri da Chiara Colizzi. A chiudere il festival sarà una produzione originale del Festival, a cura del giornalista e critico musicale Enrico De Angelis: “Tributo affettuoso a un certo Signor G” omaggio tra musica e narrazione a Giorgio Gaber con Neri Marcorè e Gian Piero Alloisio.

Tra gli altri nomi di spicco attesi nei quattro giorni a Chiavari: Vladimir Luxuria, che presenterà in anteprima il suo ultimo libro “Perù salvami tu – diario per viaggiatori solitari”; Fausto Bertinotti, intervistato da Massimo Bernardini sui settant’anni della Costituzione; Paola Maugeri, giornalista televisiva e speaker radiofonico, intervistata da Massimo Cotto (Virgin Radio); Bruno Morchio, amatissimo autore di gialli; Claudio Trotta,  uno dei più stimati e importanti produttori e promoter indipendenti di spettacoli dal vivo nel mondo, che presenterà il suo progetto neonato “Slow Music”; la Scuola Holden, scuola di scrittura creativa fondata da Alessandro Baricco, da sempre partner del Festival della Parola.

Fra le riconferme del Festival:

– Gli appuntamenti dedicati alla spiritualità: sotto il titolo “Quale spiritualità per l’uomo digitale?” quattro appuntamenti con la spiritualità, ogni giorno alle 18 (nella sala Ghio Schiffini della Società Economica) con quattro ospiti e quattro chiavi di lettura differenti: giovedì, I. Elzir, Imam presidente dell’UCOII, Unione Comunità Islamiche Italiane; venerdì V.L.P. Tulku Rinpoce, fondatore Centro Studi Tibetani Mandala di Milano; sabato G Anderlini, docente di lingua e cultura ebraica, biblista e saggista; domenica, M Guzzi, fondatore dei Gruppi Darsi Pace per la liberazione interiore tra fede e modernità.
– La collaborazione con la scuola: tantissimi saranno gli appuntamenti a cura delle varie scuole del territorio e che vedranno gli studenti autentici protagonisti. Un flash mob per l’inaugurazione, a cura della scuola media Della Torre, per dare avvio alla manifestazione, con 210 studenti impegnati in una performance in piazza Nostra Signora dell’Orto dedicata all’anniversario della Costituzione italiana.
– Il blog del Festival: come lo scorso anno la redazione del giornale scolastico “Ermes” del Liceo Marconi Delpino racconterà in tempo reale cosa succede al festival. I giornalisti del Marconi-Delpino saranno, insieme ad alcuni colleghi del Liceo D’Oria di Genova, protagonisti anche di un incontro dedicato proprio al mondo della comunicazione, dove si metteranno a confronto con il direttore de Il Secolo XIX, Massino Righi e il responsabile dell’edizione del Levante, Roberto Pettinaroli. “L’Agorà dei Millennials: parole, linguaggi e stili a confronto” questo il titolo dell’appuntamento, che vuole essere un interessante faccia a faccia fra generazioni, sul tema della comunicazione. Le visite guidate e gli spettacoli al Parco di Villa Rocca: ciceroni d’eccezione (anche in lingua inglese) gli studenti del Liceo Marconi-Delpino ma anche attori e musicisti per rendere la visita al guardino botanico un’esperienza culturale completa lungo il percorso, con performance teatrali in “pillole”.
– La collaborazione con la Casa di detenzione di Chiavari, che darà vita a “Radio Agorà” in collaborazione con Radio Aldebaran che manderà in onda: “Voci oltre il confine” letture dei detenuti-studenti sui temi del festival.

Fra le novità di quest’anno anche “Fuori Festival”, in collaborazione con Ascom e Civ di Chiavari, un calendario “parallelo” a cura delle attività commerciali e delle associazioni del territorio, che nelle stesse date proporranno iniziative ed eventi, non necessariamente collegati ai temi portanti della manifestazione, ma comunque capaci di animare la città. Tante le attività coinvolte che proporranno: mostre, spettacoli di danza, musica dal vivo, incontri con l’autore e altro ancora per accrescere l’appeal della Città di Chiavari in una quattro giorni stimolante.

Marco Di Capua, sindaco di Chiavari: “La mia amministrazione comunale ha deciso di rilanciare un evento di alto profilo culturale e sociale, qual è il Festival della Parola, consapevoli dell’opportunità che rappresenta, sia per la nostra città, che per tutto il comprensorio, sia dal punto di vista turistico che culturale. Una parola che racconta, fa riflettere, unisce e allontana, proprio come la piazza, fulcro tematico di questa edizione. Il Festival della Parola si prepara ad essere un poliedrico contenitore di piccoli e grandi eventi, con una novità rispetto alle precedenti edizioni, le location. Sarà Piazza N.S. dell’Orto ad ospitare l’ Agorà della Parola, struttura trasparente dotata di maxi ledwall, che diventerà fulcro degli appuntamenti e luogo simbolo del festival, mettendo in dialogo ideale il municipio e la cattedrale. Grazie al progetto di rilancio del Parco di Villa Rocca e alla recente convenzione firmata con il FAI, il giardino botanico del parco diventerà la cornice naturale e amena di spettacoli teatrali, incontri con autori e musicisti”.

Gianluca Ratto, Assessore al Turismo e Commercio del Comune di Chiavari: “Il Festival rappresenta un’opportunità unica per la città di Chiavari e dovrà essere il nostro fiore all’occhiello anche nei prossimi anni: puntiamo decisamente al rilancio turistico e commerciale di Chiavari attraverso un momento di alta cultura nazionale, che vada oltre i confini della nostra città e della nostra regione. Non abbiamo avuto dubbi nel rilanciare e promuovere il Festival della Parola: crediamo molto nel progetto e abbiamo deciso di implementarlo investendo tempo e denaro in maniera trasparente. Abbiamo ricevuto idee e sostegno da parte di tutti i cittadini, di tutte le associazioni e categorie presenti in città. Numerose occasioni per approfondire il concetto di piazza, nelle sue diverse valenze, nella sua evoluzione storica, nelle sue relazioni con la vita dell’uomo, lasciando parlare le parole in un flusso di incontri e confronti”.

Anche quest’anno gli studenti delle scuole chiavaresi (e non solo) saranno protagonisti del Festival della Parola. Negli anni è andato crescendo il rapporto di collaborazione tra il mondo della scuola e il festival e soprattutto la scorsa edizione ha visto una partecipazione degli studenti, grandi e piccoli, non soltanto in veste di fruitori privilegiati dei vari eventi bensì come autentici protagonisti e collaboratori insostituibili in diversi aspetti della manifestazione. L’edizione 2018 vedrà un ulteriore incremento della presenza degli studenti nella macchina organizzativa e ogni scuola avrà il proprio ruolo nel funzionamento della quattro giorni. Di seguito ecco le iniziative proposte dalle singole scuole, che vedranno impegnati in prima persona gli stessi studenti.

Un flash mob per l’inaugurazione:
Proprio alla scuola, nel caso specifico alla scuola media Della Torre, sarà affidato il compito di dare avvio alla manifestazione, con il Flashmob della Parola, che nella mattina di inaugurazione vedrà 210 studenti impegnati in una performance in piazza Nostra Signora dell’Orto dedicata all’anniversario della Costituzione italiana, uno dei temi del FdP. La modalità del flashmob è stata scelta per dare compimento al tema suggerito dal titolo del festival di quest’anno: “Agorà. Dall’agorà dell’antica Grecia alla piazza virtuale della rete” insomma i ragazzi della scuola media hanno scelto di “mettere in scena” l’evoluzione contemporanea delle manifestazioni di piazza.

Il blog del Festival:
Grande successo aveva riscosso lo scorso anno il Blog dedicato al FdP e curato dalla redazione del giornale scolastico “Ermes” del Liceo Marconi Delpino (Classico, Scientifico e Scienze Umane). Anche quest’anno i giovani giornalisti racconteranno in tempo reale cosa succede al festival, intervistando personaggi, vestendo i panni di opinionisti e critici, per dare modo proprio a tutti di seguire la manifestazione e soprattutto di vederla con uno sguardo fresco e giovane. I giornalisti del Marconi-Delpino saranno, insieme ad alcuni colleghi del Liceo D’Oria di Genova, protagonisti anche di un incontro dedicato proprio al mondo della comunicazione, dove si metteranno a confronto con il direttore de Il Secolo XIX, Massino Righi e il responsabile dell’edizione del Levante, Roberto Pettinaroli. “L’Agorà dei Millennials: parole, linguaggi e stili a confronto” questo il titolo dell’appuntamento, che vuole essere un interessante faccia a faccia fra generazioni, sul tema della comunicazione.

Le visite guidate e gli spettacoli al Parco di Villa Rocca:
Location inusuale ma certamente suggestiva sarà quest’anno anche il parco di Villa Rocca, autentico gioiello un po’ dimenticato che potrà essere scoperto o riscoperto grazie alle visite guidate, gratuite, anche in lingua inglese, a cura degli studenti del Liceo Marconi-Delpino. E per rendere la visita al guardino botanico un’esperienza culturale completa lungo il percorso, la passeggiata sarà interrotta per assistere a performance teatrali in “pillole” della Compagnia teatrale “Delpino in scena”. Sono in programma anche visite guidate alla città.

Arredo urbano con le “Parole appese”:
Com’è ovvio l’aspetto estetico è stato affidato al Liceo Artistico “Luzzati” che vestirà a festa via Vittorio Veneto e via Martiri della Liberazione. Gli studenti hanno selezionato le parole più rappresentative dei tre personaggi  che il festival omaggia in questa edizione: Giorgio Gaber, Elena Bono e Michelangelo Antonioni, che riprodotte in materiale plastico, saranno “appese” tra le case del carrugio dritto. Un arredamento urbano che farà entrare i turisti e i residenti nel  mood del festival.

“Radio Agorà”, un progetto radiofonico con i detenuti della Casa di detenzione di Chiavari:
Per il terzo anno consecutivo, il laboratorio di scrittura all’interno del carcere di Chiavari, tenuto dai docenti dell’Istituto Caboto, ha preso il via. I racconti, le poesie e i pensieri degli ospiti dell’istituto daranno vita ad una speciale stringa: “Voci oltre il confine”, inserita nella trasmissione di Radio Agorà durante i giorni del FdP, progetto curato da Salvo Agosta, direttore di Radio Aldebaran. Le letture dei detenuti-studenti  saranno registrate e trasmesse in radio.

Rap, quando la parola diventa materiale delle “battle”:
Il  Rap sarà uno degli argomenti su cui lavoreranno gli studenti della scuola media Ilaria Alpi. I ragazzi lavoreranno ai testi di alcune canzoni, che saranno interpretate da giovani artisti rapper, utilizzando il cosiddetto freestyle e saranno protagonisti di un happening, interamente dedicato al fenomeno musical-culturale del momento, che si terrà il 2 giugno, presso il Parco Botanico di Villa Rocca.

Il supporto logistico:
Ultimo ma non certo per minor importanza, anche quest’anno si riconferma la collaborazione con l’Istituto Caboto, che offrirà con i suoi ragazzi un importante supporto logistico alla manifestazione. Gli studenti dell’istituto professionale affiancheranno l’organizzazione in varie mansioni dall’accoglienza alla promozione.

L’inedito spettacolo teatrale dedicato a Elena Bono sarà prodotto dal Comune di Chiavari

Fra le novità del Festival della Parola 2018 c’è anche la veste inedita che il Comune di Chiavari ha deciso di ricoprire, per valorizzare e promuovere il nome di una sua cittadina illustre, Elena Bono. L’amministrazione guidata da Marco Di Capua, infatti, sarà produttrice dello spettacolo teatrale: “Mi sembrò che una voce”, messo in scena dalla compagnia “Piccolo Teatro Orazio Costa”, con la regia di Domenico Galasso e dedicato alla scrittrice e poetessa originaria di Sonnino ma trasferitasi nella cittadina ligure in giovane età, dove rimase sino alla morte e dove scrisse i suoi capolavori letterari.

Lo spettacolo verrà presentato in anteprima nell’ambito del Festival della Parola, sabato 2 giugno, alle ore 21.30 e poi portato in giro per l’Italia, divenendo un pregevole biglietto da visita per l’autrice e al tempo stesso per la città di Chiavari.

Così il sindaco Marco Di Capua: 

Ritengo che fra i numerosi compiti che un’Amministrazione debba svolgere, la promozione culturale occupi un ruolo importante e per questo, quando mi è stato sottoposto il progetto dello spettacolo teatrale dedicato ad Elena Bono, sono stato felice di sostenerlo. Il Comune di Chiavari si calerà, dunque, nella veste di produttore, certo dell’importanza di questa grande scrittrice, che scelse la nostra città come seconda patria, una voce autorevole della letteratura del Novecento italiano non sempre valorizzata come il suo valore artistico meriterebbe. Grazie a questo progetto, dopo l’esordio dello spettacolo al Festival della Parola, anche il nome di Chiavari verrà portato in giro per l’Italia, come la città che fece da culla alla profonda e appassionata produzione artistica di Elena Bono.

Soddisfazione per la realizzazione dello spettacolo è stata espressa anche dalle nipoti della poetessa scomparsa, Francesca e Maria Alberta Beer, che in una lettera indirizzata all’assessore Gianluca Ratto hanno scritto:

Siamo liete di apprendere che anche quest’anno avrà luogo il Festival della Parola e, avendo saputo che il Comune di Chiavari ha deciso di ricordare in tale manifestazione, al contrario dell’anno passato, mia zia Elena Bono, che ha vissuto e lavorato a Chiavari, città da lei tanto amata, ringraziamo Lei, il Sindaco, Marco Di Capua, l’Amministrazione e tutti coloro che partecipano al progetto

Un’attestazione di stima importante da parte delle discendenti dell’autrice come sottolinea l’assessore Ratto:

Siamo onorati dal riconoscimento che con questa lettera le nipoti di Elena Bono ci hanno voluto tributare, tuttavia riteniamo che fosse doverosa una dedica a questa grande scrittrice, che visse e lavorò nella nostra città. A questo proposito anticipo sin d’ora che, a partire da questa edizione e per il futuro, è nostra volontà che il Festival della Parola ospiti sempre uno spazio riservato alla scrittrice, al fine di rompere quell’incomprensibile silenzio che circondò una voce così alta, condizione che venne particolarmente stigmatizzata anche durante i suoi funerali da parte del Vescovo di Chiavari, Monsignor Alberto Tanasini

Note sulle spettacolo:
Domenico Galasso, già interprete del suo L’ultima estate dei Fieschi, porta in scena alcuni dei momenti salienti della vis creativa della grande artista, che scelse Chiavari e la Liguria come terra di adozione e di ispirazione. Lo spettacolo teatrale, prodotto dal Piccolo Teatro Orazio Costa di Pescara in collaborazione con il Comune di Chiavari, è imperniato sul breve racconto Morte di Adamo, una delle narrazioni più intense e audaci dell’intera produzione della scrittrice. Il componimento, con la sua cifra visionaria e metanarrativa, sarà il fil-rouge che condurrà lo spettatore alla scoperta di vicende e personaggi della letteratura boniana, e in particolare del modo in cui, in diverse epoche e situazioni, si incarna il mistero di libertà che fu del primo uomo. L’interpretazione di Elena Bono è affidata a Chiara Colizzi, voce italiana di illustri attrici quali Nicole Kidman, Uma Thurman ed Emily Watson. La figura della grande scrittrice rivive sul palco la nascita delle sue trame e dei suoi personaggi, attraverso una drammaturgia che aderisce con rigore filologico a quanto lei stessa ebbe a dire a proposito del suo variegato corpus letterario.

Dal 31 maggio al 3 giugno a Chiavari. Giorgio Gaber, Michelangelo Antonioni ed Elena Bono i tre “ospiti d’onore” ai quali saranno dedicati momenti speciali.

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Sarà “Agorà” la parola d’ordine del Festival della Parola 2018. La quattro giorni dedicata a cultura, spettacolo e attualità, per il quinto anno consecutivo torna nella Città dei Portici e questa volta sceglie una sorta di password per accedere alla fitta trama di appuntamenti che proporrà il suo cartellone: “Dall’agorà dell’antica Grecia alla piazza virtuale della Rete”.

E se, come ha scritto Beppe Severgnini, “Per capire le piazze occorre frequentarle. E per frequentarle, non bisogna avere fretta. Le piazze raccontano, infatti, ma bisogna lasciargli il tempo di parlare”, il Festival della Parola di Chiavari proporrà grazie a ospiti di altissimo livello numerose occasioni per approfondire il concetto di piazza, nelle sue diverse valenze, nella sua evoluzione storica, nelle sue relazioni con la vita dell’uomo, lasciando parlare le parole in un flusso di incontri e confronti.

La manifestazione di punta della città del Tigullio, che lo scorso anno ha sfiorato le diecimila presenze, quest’anno slitta un po’ più avanti nel calendario e si svolgerà dal 31 maggio al 3 giugno, coprendo un fine settimana molto interessante dal punto di vista delle presenza turistiche. E questa è solo la prima di una serie di novità. La seconda riguarda le sedi, che ospiteranno i vari appuntamenti del festival, meno disseminate sul territorio cittadino e maggiormente concentrate in alcuni poli.

Fra queste , un’autentica chicca sarà “Il giardino della parola”,  lo splendido giardino botanico di palazzo Rocca che, in linea con il progetto di rilancio avviato dall’amministrazione, diventerà suggestivo teatro naturale di una serie di eventi più intimi e raccolti, in una cornice unica e di grande impatto. Inedita location sarà anche la tensostruttura da circa 600 posti collocata in piazza dell’Orto, nell’area antistante la Cattedrale. Una grande struttura trasparente, dotata di maxi ledwall, una casa di cristallo della parola, anzi un’Agorà aperta a tutti, dove si svolgeranno gli appuntamenti di maggior richiamo, una scelta resa necessaria anche a seguito della chiusura del Teatro Cantero.

Per il resto il Festival della Parola 2018 seguirà la falsariga delle precedenti edizioni. Anche quest’anno ci saranno alcuni “ospiti speciali” ai quali verranno dedicati eventi monografici.  E speciali focus saranno dedicati a:

  • Giorgio Gaber, artista poliedrico e raffinato intellettuale;
  • Michelangelo Antonioni, regista cinematografico, sceneggiatore e scrittore, che ha firmato alcune delle pagine più intense e profonde del cinema degli anni Sessanta e Settanta.
  • Elena Bono, poetessa e scrittrice di grande levatura culturale, che scelse Chiavari come sua seconda patria.

Di tutti e tre verranno svelati speciali legami con Chiavari e il Tigullio poco noti o addirittura inediti al grande pubblico.

Con particolare orgoglio il Festival della Parola può già annunciare che avrà al suo fianco la Fondazione Gaber, nata nel 2006 per divulgare e valorizzare la figura e l’opera dell’artista, ed Enrica Fico, moglie del regista Michelangelo Antonioni, che regalerà al pubblico chiavarese una testimonianza più intima e sconosciuta dell’uomo oltre che dell’artista. Due presenze importanti, che attestano il valore culturale del festival chiavarese.

Torneranno anche quest’anno gli appuntamenti con la Storia e in particolare con alcune date chiave, prima fra tutte la concomitanza con il 2 Giugno, data fortemente simbolica e carica di valori inclusivi e il mitico Sessantotto, autentica rivoluzione a 360°, che festeggia 50 anni. Riconfermate anche alcune importanti collaborazioni: quella con le scuole del territorio, di ogni ordine e grado, che saranno fruitori ma anche protagonisti di molti appuntamenti; quella con il quotidiano Il Secolo XIX, che curerà in modo particolare il delicato rapporto fra la parola e la comunicazione, una relazione in continuo divenire e dalle molte sfaccettature.

Ricco e diversificato il parterre degli ospiti, al quale la produzione sta lavorando ma che per il momento resta ancora top secret.

Insomma il Festival della Parola si conferma una manifestazione di spicco e con grandi potenzialità, nella quale anche la nuova amministrazione di Chiavari ha dimostrato di credere, decidendo di dare continuità e potenziando un format, che potrà sempre più veicolare il nome di Chiavari in contesti di alto profilo culturale e turistico.

Marco Di Capua, sindaco di Chiavari:

L’amministrazione comunale ha deciso di rilanciare un evento di alto profilo culturale e sociale, qual è il Festival della Parola, consapevoli dell’opportunità che rappresenta, sia per la nostra città, che per tutto il comprensorio, sia dal punto di vista turistico che culturale.

Una parola che racconta, fa riflettere, unisce e allontana, proprio come la piazza, fulcro tematico di questa edizione.
Il Festival della Parola si prepara ad essere un poliedrico contenitore di piccoli e grandi eventi, con una novità rispetto alle precedenti edizioni, le location.

Sarà Piazza N.S. dell’Orto ad ospitare la Casa di Cristallo della Parola, struttura trasparente dotata di maxi ledwall, che diventerà fulcro degli appuntamenti e luogo simbolo del festival, mettendo in dialogo ideale il municipio e la cattedrale.

Grazie al progetto di rilancio del Parco di Villa Rocca e alla recente convenzione firmata con il FAI, il giardino botanico del parco diventerà la cornice naturale e amena di spettacoli teatrali, incontri con autori e musicisti.

Gianluca Ratto, Assessore al Turismo e Commercio del Comune di Chiavari

Nel momento in cui dovevamo decidere se riproporre, oppure no, il Festival della Parola, non abbiamo avuto dubbi: rilancio e promozione, nessuna perplessità. Crediamo molto nel progetto e abbiamo deciso di implementarlo investendo tempo e denaro in maniera trasparente.

Il Festival rappresenta un’opportunità unica per la città di Chiavari e dovrà essere il nostro fiore all’occhiello anche nei prossimi anni: puntiamo decisamente al rilancio turistico e commerciale di Chiavari attraverso un momento di alta cultura nazionale, che vada oltre i confini della nostra città e della nostra regione.

Siamo disponibili a ricevere idee e sostegno da parte di tutti i cittadini, di tutte le associazioni e categorie presenti in città. Chiediamo, quindi, di parlare del Festival della Parola con orgoglio senza se e senza ma… ritroviamoci tutti insieme sull’ agorà ad interrogandoci sul significato delle parole.

Fiammetta Maggio, Assessore all’Istruzione del Comune di Chiavari

Il Festival della Parola è uno spazio aperto dove fare incontri. Incontri con persone, con fatti, con realtà nuove, con parole. Incontri capaci di darci suggestioni e spunti di crescita personale. La partecipazione delle scuole spero sia per ciascuno degli studenti, che collaboreranno alla sua realizzazione, l’occasione di incontrare persone, fatti, parole importanti, opportunità di mettere alla prova le capacità personali e di sentirsi partecipi di progetto da costruire insieme dove ognuno è necessario alla riuscita del lavoro di tutti.

Silvia Stanig, Assessore alla Cultura del Comune di Chiavari

Dal confronto con l’Assessore Ratto e le Associazioni emergono nuove idee, nuove location e un’offerta poliedrica per coinvolgere  i nostri concittadini e i nostri ospiti.
Il 2018 è un anno interessante anche perché racchiude in sé importantissimi anniversari che speriamo arricchiscano l’edizione. Il tempo a disposizione non è più molto e di lavoro da fare ce n’è ancora, ma non mancherà l’impegno e i risultati saranno notevoli.

L’appuntamento dunque è per la mattina di giovedì, 31 maggio, con la cerimonia di inaugurazione della 5° edizione del Festival della Parola.