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Non solo un approdo turistico ma un interlocutore propositivo per il territorio. E’ quanto intende essere Calata Ovest, secondo il modus operandi del gruppo “Marinedi” (prima rete in Italia con tredici Marine attive) al quale “Marina di Chiavari” appartiene.

E proprio in quest’ottica “Calata Ovest” ha deciso di essere partner del “Festival della Parola”, manifestazione di punta in ambito culturale della Città dei Portici e porterà a Chiavari, il prossimo 17 luglio, per la 2° Summer Edition del festival, lo spettacolo teatrale “Io, Emanuela”. Lo spettacolo è tratto dal libro: “Io, Emanuela agente della scorta di Paolo Borsellino” scritto da Annalisa Strada (scrittrice bresciana vincitrice del premio Andersen 2014) edito nel marzo 2016 da Einaudi Ragazzi.

Lo spettacolo, patrocinato dal Centro Paolo e Rita Borsellino, è prodotto dall’associazione culturale “Progetti e Regie” ed è diretto dalla regista Sara Poli che spiega: <L’autrice del libro ha scelto di raccontare in prima persona la storia di Emanuela Loi, giovane poliziotta di origini sarde, che perse la vita a soli 24 anni nell’attentato al giudice Borsellino e alla sua scorta. Il testo ci accompagna nella vita fatta di speranza, di gioia di vivere, di lealtà, di senso del dovere, di piccole e grandi scelte che Emanuela fece nella sua breve esistenza e sfiora senza retorica anche gli eventi della nostra storia più recente: gli omicidi di mafia, il Maxiprocesso di Palermo, la lotta tra i servitori dello Stato e quella che ormai è conosciuta come Cosa Nostra. “Progetti e Regie” ha deciso di dare corpo e voce a questa giovane poliziotta per ricordare, con un piccolo gesto, tutti quei cittadini che ancora oggi lottano quotidianamente in nome di valori fondamentali che sono alla base del nostro vivere civile e democratico>.

“Siamo felici di poter collaborare a questo importante festival – dichiara Eugenio Michelino, Ceo di “Marina di Chiavari” – e abbiamo deciso di farlo proponendo un appuntamento significativo, dalla profonda valenza civile. Riteniamo che il connubio fra l’incantevole location del porticciolo e la rilevanza sociale dei temi trattati dal monologo messo in scena da “Progetti e Regie”, possa costituire un’occasione davvero di qualità. Vorremmo coinvolgere soprattutto i ragazzi e cercheremo di farlo anche attraverso gli istituti scolastici del territorio, con i quali abbiamo già avviato un dialogo costruttivo, poiché riteniamo fondamentale sensibilizzare le generazioni più giovani su tematiche delicate e basilari come la legalità e la lotta alle mafie. Emanuela Loi quando venne uccisa aveva soltanto ventiquattro anni e dando voce alla sua storia vorremmo fare in modo che il suo sacrificio non sia stato vano”.

Nuove anticipazioni per il Festival della Parola di Chiavari, la rassegna letteraria e culturale giunta alla sesta edizione che da giovedì 30 maggio a domenica 2 giugno animerà la Città dei Portici con incontri, conferenze, spettacoli e presentazioni.

Oltre ai grandi ospiti già annunciati negli scorsi giorni Moni Ovadia, Dario Vergassola e Federico Rampini, che saranno tra i protagonisti dei quattro appuntamenti serali all’Agorà della Parola con due spettacoli in prima nazionale, si aggiungono al fitto programma del Festival della Parola i nomi dell’attore e regista Massimiliano Finazzer Flory, che presenterà il suo film su Leonardo da Vinci, il musicista Vittorio De Scalzi, il quale dedicherà un incontro a Fabrizio De Andrè, e i giornalisti Massimo Bernardini e Angelo Panebianco, che condurranno due conferenze sull’anniversario della caduta del Muro di Berlino e sulla costituzione italiana.

È proprio dedicato a una delle figure centrali della rassegna, Leonardo da Vinci, uno degli appuntamenti di apertura del Festival della Parola.

Giovedì 30 maggio alle 10.30 all’Agorà della Parola, la tensostruttura sita in piazza Nostra Signora dell’Orto, si terrà la proiezione speciale del cortometraggi

o “Essere Leonardo da Vinci – Un’intervista impossibile” di Massimiliano Finazzer Flory, che incontrerà il pubblico per parlare del nuovo film su Leonardo da Vinci prodotto da Rai Cinema. Il film, ispirato alle parole autentiche di Leonardo, è stato presentato lo scorso 15 aprile in anteprima a Vinci alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso delle celebrazioni per i 500 anni dalla scomparsa dell’artista e inventore simbolo del Rinascimento italiano. L’evento è in collaborazione con Consorzio Tassano, progetto Movi-Menti.

Non solo cinema, ma anche musica nel ricco calendario della sesta edizione del Festival della Parola: sabato 1 giugno alle 18 all’Auditorium San Francesco sarà ospite il musicista e cantautore genovese Vittorio De Scalzi con un incontro dal titolo “Vittorio De Scalzi racconta il “suo” De André”, in cui il leader e fondatore dei New Trolls parlerà della lunga amicizia e della collaborazione artistica con Fabrizio De Andrè, nata in occasione dell’uscita del primo disco dei New Trolls “Senza orario senza bandiera”, pubblicato nel 1968. De Scalzi racconterà l’intenso rapporto con Faber, celebrato anche in occasione del tour “Il suonatore Jones”, intervistato dal giornalista musicale Massimo Poggini di Spettakolo.it.

Non mancheranno anche gli appuntamenti di storia, politica e attualità, che quest’anno avranno come tema l’anniversario della caduta del Muro di Berlino, la democrazia e la costituzione italiana.

Protagonista del primo incontro, sabato 1 giugno alle 18.30 all’Agorà della Parola, sarà il giornalista e conduttore televisivo di Rai Storia e Rai 3 Massimo Bernardini che, insieme allo storico Giovanni De Luna e allo scrittore Carlo

 Greppi, terrà la conferenza “Ogni muro ha una crepa”. L’incontro, ispirato al libro di Greppi “L’età dei muri”, parte dall’anniversario dei trent’anni

della caduta del Muro di Berlino per analizzare la storia di tutte le barriere innalzate dopo il 1989 che dividono popoli e paesi nel mondo.

Si continua domenica 2 giugno alle 18 all’Auditorium San Francesco con l’incontro “L’Italia democratica e la sua costituzione nate dal confronto e dal dialogo” condotto dall’autore e giornalista del Corriere della Sera Angelo Panebianco.

La conferenza tratta i temi della democrazia e della costituzione italiana proprio in occasione della Festa della Repubblica e con riferimento al Dialogo, il tema scelto per la sesta edizione del Festival della Parola di Chiavari.

Moni Ovadia, Dario Vergassola e Federico Rampini, protagonisti di due spettacoli teatrali in prima nazionale 

La manifestazione, che dal 30 maggio al 2 giugno animerà varie location della cittadina ligure con incontri, spettacoli e presentazioni, avrà come parola chiave il Dialogo e sarà dedicata al genio e all’arte di Leonardo Da Vinci e Lucio Dalla

Chiavari. Il percorso verso la sesta edizione del Festival della Parola di Chiavari si fa sempre più interessante e si arricchisce di nomi importanti, che piano piano andranno a comporre i quattro giorni della rassegna, che da giovedì 30 maggio a domenica 2 giugno animerà la Città dei Portici con incontri culturali, parole, spettacoli e presentazioni.

Guidati dal fil rouge di questa nuova edizione, il Dialogo, e dai due personaggi simbolo a cui quest’anno è dedicata la rassegna, Leonardo Da Vinci, della cui morte quest’anno ricorre il cinquecentenario, e Lucio Dalla, i primi grandi ospiti annunciati della sesta edizione del Festival della Parola saranno Moni Ovadia, Dario Vergassola e Federico Rampini, tra i protagonisti dei quattro appuntamenti serali all’Agorà della Parola, la scenografica tensostruttura sita in piazza Nostra Signora dell’Orto.

Tra spettacoli teatrali e conferenze, è proprio il Dialogo il tema centrale degli incontri, inteso come ponte ideale, costruito attraverso il confronto dialettico, che offre un trampolino di lancio per idee, progetti e sogni. Gli stessi sogni che hanno dapprima ispirato e in seguito guidato le menti e le anime dei due uomini a cui quest’anno è dedicato il Festival e i suoi principali appuntamenti: Lucio Dalla, cantautore, musicista, indimenticato artista geniale ed eclettico, e Leonardo Da Vinci, inventore, artista, scienziato, considerato uno dei più grandi geni della storia dell’umanità.

Sarà proprio la coppia Moni Ovadia e Dario Vergassola ad aprire il ciclo degli incontri serali del Festival, con lo spettacolo “Un ebreo, un ligure e l’ebraismo”, in scena giovedì 30 maggio alle 21.30 all’Agorà della Parola. Presentato in prima nazionale, lo spettacolo è un incontro tra due filosofie e tra due modi di fare teatro e comicità, in cui Ovadia terrà una specie di lezione sull’ebraismo a Vergassola che, da buon ligure, per affinità vicino agli ebrei, cercherà di capirne l’essenza e cercherà di esporre il suo punto di vista. Riusciranno i due a trovare un punto di accordo? Riusciranno a trovare il legame tra un modo di fare umorismo nella tragedia storica degli ebrei, popolo dalle straordinarie storie e fantastici scrittori, e il modo di far sorridere con l’amarezza e il cinismo ligure? La produzione dello spettacolo è di Mismaonda in collaborazione con Corvino Produzioni.

Altro protagonista di spicco tra gli appuntamenti serali della rassegna sarà il giornalista e scrittore ligure Federico Rampini, autore e protagonista dello spettacolo “Quando inizia la nostra storia”, in programma sabato 1 giugno alle 21.30 presso la tensostruttura dell’Agorà della Parola. Prodotto da Elastica, lo spettacolo, presentato al Festival della Parola in prima nazionale, è tratto dal saggio di Rampini “Quando inizia la nostra storia – Le grandi svolte del passato che hanno disegnato il mondo in cui viviamo”, pubblicato lo scorso ottobre per Mondadori, in cui il giornalista indaga sui sorprendenti legami tra eventi epocali del passato e il nostro presente.

“Quest’anno il Festival della Parola spegne sei candeline – spiega Enrica Corsi, organizzatrice della rassegna di Chiavari – per questo motivo la nuova edizione sarà più che mai ricca di ospiti ed eventi di grande spessore, adatti a soddisfare un pubblico di ogni età, all’insegna della cultura, della letteratura e dell’arte e sempre in sinergia con le realtà del territorio”.

Cresce la partnership fra Festival e Scuola e nasce il Didafestival. E con il convegno su Elena Bono il FdP diventa internazionale

E’ sempre stato un rapporto privilegiato e speciale quello fra il Festival della Parola e il mondo della scuola. Negli anni però questa affinità elettiva si è andata affinando e sviluppando, nella volontà di concepire gli studenti e i loro istituti, come autentici partners nella costruzione della manifestazione e non soltanto come fruitori passivi delle proposte in cartellone.

Proprio in quest’ottica si sono tenute diverse riunione fra i referenti delle varie scuole del comprensorio, l’organizzazione del FdP 2019 e l’assessore alla pubblica istruzione, Fiammetta Maggio. Sono stati avviati tavoli di lavoro nell’ambito dei quali sono state ribadite alcune conferme e dai quali sono nate anche alcune interessanti novità dell’edizione di quest’anno che, dal 30 maggio al 2 giugno, vedrà ancora protagonisti alunni e studenti di ogni ordine e grado. .

Fra le conferme: la realizzazione dell’arredo urbano affidato al Liceo Artistico Luzzati, che sta già lavorando ad una serie di installazioni ad hoc, ancora topo secret ma di sicuro impatto. Unica indiscrezione concessa riguarda la collocazione lungo lo sviluppo di via Martiri della Liberazione dei titoli delle più note canzoni di Lucio Dalla, a cui è dedicato il festival di quest’anno insieme a Leonardo Da Vinci. Grandi lettere sospese accompagneranno i passanti riportando alla memoria brani immortali come: Futura, L’anno che verrà, Anna e Marco e tante altre. Confermata anche la parte logistica affidata all’Istituto Caboto, che si occuperà dell’accoglienza degli ospiti, del servizio di informazione in loco e di tutte quelle mansioni di supporto logistico alla produzione del festival. Anche quest’anno la cerimonia di inaugurazione sarà affidata ai ragazzi delle scuole medie, Della Torre e Ilaria Alpi, che dopo il flashmob dello scorso anno, stanno già preparando un nuovo coup de téȃtre, che probabilmente sarà dedicato ai 30 anni della caduta del Muro di Berlino. Ancora protagonisti saranno gli studenti del Liceo Marconi Delpino, che torneranno ad occuparsi del blog del festival oltre a proporre il format molto apprezzato lo scorso anno delle visite guidate al parco botanico di Villa Rocca, arricchite da spettacoli teatrali itineranti. Ma quest’anno i confini del festival si allargano ancora e coinvolgeranno gli istituti dell’intero distretto, come i licei Davigo e Liceti di Rapallo, il Natta De Ambrosis di Sestri Levante e l’Istituto Nautico di Camogli. E non è ancora tutto, perché il Festival quest’anno diventerà anche internazionale, grazie ad un importante convegno dedicato ad Elena Bono, promosso dalla Società Economica in collaborazione con l’Università di Genova, che coinvolgerà diverse università spagnole, dove docenti e studenti lavorano da anni sui testi della poetessa chiavarese. Alcuni studiosi della Bono daranno vita ad una tavola rotonda di altissimo livello, che potrà essere seguita anche in remoto, via skipe, da altri colleghi e dai loro studenti, direttamente nelle loro sedi in Spagna.

Vista la consistente presenza di appuntamenti “per” e “a cura di” progettati dagli istituti scolastici, nascerà quest’anno una sorta di “costola” del FdP, il Didafestival ovvero un calendario di eventi, naturalmente aperti a tutti ma dove l’imprinting è decisamente quello didattico. Dopo il Fuorifestival, nato lo scorso anno, come contenitore satellite, dove convogliano tutte le proposte a cura del tessuto commerciale e delle associazioni locali, questa volta, su imput del professor Sergio Audano, si aggiunge una nuova interessante proposta, che certamente non mancherà di diventare punto di riferimento anche per le scuole di altre località. Una proposta che arricchisce il festival e che promuoverà la manifestazione chiavarese anche presso un pubblico di settore, sempre attento alle proposte culturali di qualità.

La piazza davvero protagonista del Festival 2018. Prossima tappa l’11 luglio, con Ezio Mauro e poi VI edizione il 30, 31 maggio, 1 e 2 giugno 2019

Foto di Enrico Rolandi

Forse mai come quest’anno il Festival della Parola ha tenuto fede al suo tema ispiratore. Il concetto di piazza-agorà come spazio di incontro, confronto, dialogo e scambio, scelto come filo conduttore, è stato rispettato a pieno. Per quattro giorni la città di Chiavari è stata davvero una festosa “piazza”, dove si sono incontrate anime differenti di tutti gli ambiti: dalla spiritualità alla storia, dalla canzone al teatro, dalla letteratura al cinema.

L’incremento di presenze, che quest’anno hanno superato quota 16 mila, dimostra che la strada intrapresa è quella giusta e che il pubblico apprezza la formula di un festival, che propone occasioni di riflessione e dibattito, attraverso spettacoli e incontri con personalità di spicco.

Soddisfatta l’organizzazione, come spiega Enrica Corsi: “Siamo davvero soddisfatti del risultato di questa edizione. Ci sono stati picchi di altissimo livello e anche di grandissima affluenza di pubblico, basterebbe vedere un fotogramma della piazza Nostra Signora dell’Orto di ieri sera, con la tensostruttura piena e tutti’intorno la piazza gremita di persone per lo spettacolo dedicato a Giorgio Gaber. Un concetto di piazza pienamente vissuto, al quale ha contribuito anche la tensostruttura, tanto discussa in fase di preparazione, che al contrario ha saputo raccogliere e catalizzare tanta gente e non soltanto durante gli appuntamenti. E’ capitato nel corso della giornata che gruppi di cittadini la usassero, come punto di ritrovo, dove sedersi e scambiare quattro chiacchiere. Anche da un punto di vista estetico, questa imponente struttura si è dimostrata molto bella e per nulla deturpante la bellezza della piazza stessa, al contrario sono state scattate e pubblicate sui social tantissime immagini, che dimostrano come la trasparenza e il gioco di luci fra la Cattedrale, quasi una quinta scenografica e l’Agorà della Parola, abbiano creato un’atmosfera di grande suggestione e bellezza”.

Ora tutta l’attenzione è per l’appendice estiva del Festival, che porterà, questa volta in piazza Fenice, l’11 luglio, Ezio Mauro, giornalista e storico, per un altro appuntamento carico di significato, lo spettacolo “Il condannato – Cronache di un sequestro” unica tappa in Liguria, che accompagnerà il pubblico negli oscuri meandri del cosiddetto “Caso Moro” a quarant’anni di distanza da quella tragica pagina della storia italiana.
“E’un esperimento – aggiunge ancora Enrica Corsi – che abbiamo deciso, insieme all’amministrazione, di realizzare per continuare a far vivere il Festival della Parola tutto l’anno. E’ anche una risposta a tutti coloro che in questi giorni ci hanno chiesto di far durare più giorni la manifestazione”.

L’appuntamento per l’edizione numero sei, com’è già stato annunciato dal Sindaco, Marco di Capua e dall’assessore al turismo, Gianluca Ratto, è per il 30, 31 maggio, 1 e 2 giugno 2019. Arrivederci.