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di Andrea Demartini e Luca Mondin

Nella splendida cornice di piazza Fenice, tra la folla, alcuni ragazzi che dedicano gran parte del proprio tempo a comporre rap, propongono i loro pezzi, in una sorta di sfida.

Il rap, come ben sappiamo, è un modo di comunicare molto efficace e comune al giorno d’oggi tra i giovani, spesso è una vera e propria colonna sonora della vita. È un potente mezzo di comunicazione, perché utilizza la narrazione di storie adeguate al mondo dei ragazzi, utilizzando una grande varietà di episodi. Spesso i rapper compongono già da ragazzini i loro primi pezzi ed è questo il caso di Doglee, Sguardo, Jambo, Ya’ng Shock, Noll Amser, Nh Effe.

I temi principalmente trattati sono la ricerca dell’indipendenza, soprattutto nella fase dell’adolescenza dove i giovani ricercano più libertà: essa culmina con la ribellione che trova espressione in questo tipo di musica.

Il mercato è molto interessato a questo genere musicale che propone anche un modo di essere, il desiderio di liberarsi da un sistema opprimente distinguendosi anche nel modo di vestire. I ragazzi trovano nel rap quel dialogo che spesso è negato con il mondo degli adulti.