Condividi su:

Di Giorgio Mosto e Sara Defranchi

Il Foyer Auditorium San Francesco ospita dal 31 Maggio al 3 Giugno la mostra a cura della Scuola Media Ilaria Alpi nominata “Parole Cyber-o-still”; tema centrale dell’esposizione è il rischio in cui si può incorrere navigando in rete.

I giovani studenti, guidati dalle professoresse, hanno lavorato sul manifesto “delle parole e della comunicazione non ostile”, in relazione all’uso del web, che spesso diventa problematico per i ragazzi.

Tentando di offrire un esempio di comunicazione positiva hanno proposto, attraverso le foglie di un albero di carta, una serie di parole che possono essere usate per rapportarsi in modo adeguato in ogni relazione, a partire da quella tra loro coetanei. Queste foglie, che contenevano messaggi di rispetto, comprensione, pazienza e perdono, venivano donate ai visitatori come proponimento di riflessione e di avviso che il rischio della comunicazione ostile, da cui non sono esenti neanche gli adulti, è sempre dietro l’angolo.

Subito accanto all’albero di carta, posto all’ingresso della stanza, erano proposti esempi di uomini che sono passati alla storia per la loro libertà; tra questi vi era Martin Luther King, ricordato per la sua ambizione, Nelson Mandela, esempio di generosità nel perdono, infine i ragazzi del film “La Rosa Bianca” che si opposero in modo non violento al regime della Germania nazista.

Il tema della libertà è stato trattato dagli studenti della terza media, perchè si tratta di un tema molto importante per ragazzi della loro età, che si trovano di fronte alla difficile scelta della scuola superiore. Emergono ora molte domande a cui è bene tentare di rispondere e una tra queste è proprio quella della libertà. Poiché riflettere su un concetto astratto con ragazzi così giovani è sicuramente complesso, hanno preferito soffermarsi invece su uomini esemplari, attribuendo loro caratteristiche a cui ambire. Riconducendosi all’obiettivo portante dell’intera mostra, la libertà è stata messa in relazione alla rete: un manifesto presentava dieci principi da avere presente per non essere vittime del mondo virtuale.

Un video che mostrava una possibile chat online tra un pedofilo e una giovane ragazzina, realizzato dai ragazzi stessi, terminava la mostra, ribadendo la necessità di fare attenzione riguardo questi temi.