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di Jessica Muça

Il 2 Giugno si è tenuto, presso l’Auditorium San Francesco di Chiavari, un incontro con il grande organizzatore di concerti Claudio Trotta, in occasione della presentazione del suo nuovo libro “No Pasta No Show”.

L’intervista, a cura di Marco Poggini (direttore di Spettakolo.it), rivela l’eloquenza del promoter che coglie l’occasione per parlare della sua vita e del modo corretto di affrontare la sua professione.

Claudio Trotta inizia il suo percorso lavorativo nel 1979, nonostante già da tempo lavorasse per diversi programmi radiofonici. Questo percorso è sempre stato portato avanti con passione e dedizione, caratteristiche alimentate anche dalla figura di una madre soubrette e contorsionista, una grande amante dell’arte.

Con il suo lavoro e i 15’000 eventi organizzati Trotta cerca di far appassionare le persone ad una delle più importanti espressioni della musica: i concerti. Egli si impegna ad organizzare eventi di alta qualità affinché i presenti si sentano a loro agio e ne escano entusiasti e, inoltre, cerca di portare in Italia il cosiddetto “Festival”, molto in voga negli altri paesi europei e non. Il primo tentativo di introdurre il festival nella cultura italiana si rivelò un flop, ma questo non fermò Trotta che, con caparbietà, ci riprovò ottenendo un modesto successo.

Un altro importante obbiettivo che si pone il promoter è l’eliminazione del “secondary ticketing”, ovvero il sistema non autorizzato di rivendita dei biglietti dei concerti a prezzi raddoppiati o addirittura triplicati. A questo proposito Claudio propone il prezzo dinamico e presenta il movimento “Slow Music”, un progetto che propone metodi di educazione e formazione legati alla musica e al rapporto coi consumatori. Egli inoltre sostiene che la sua non è solo una battaglia a favore della musica ma una battaglia per la vita; dobbiamo assegnare alle cose il valore che possiedono e che si meritano.

Nell’impegno che il promoter impiega in una diffusione ampia ma soprattutto corretta della musica si riflettono la passione e la dedizione di cui abbiamo in precedenza parlato, per lui la musica è sempre stata un punto di riferimento ed i concerti un punto di ritrovo che garantisce un’unità e col suo lavoro cerca di trasmettere tutti questi sentimenti positivi al suo pubblico.