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di Benedetta Petulicchio
Nella nostra Costituzione, non è importante solo dialogare, ma dialogare con tutti, in particolare con i giovani, il futuro dell’Italia e della Costituzione. Questo hanno proposto i ragazzi della scuola media dell’Ilaria Alpi: un “racconto” attraverso canzoni e letture, di ciò che è la nostra Italia, la Costituzione, la Festa della Repubblica.

L’idea è nata da un progetto incominciato l’anno scorso in compagnia dell’ex magistrato Gherardo Colombo. Durante questo percorso i ragazzi sono stati accompagnati alla scoperta del nostro ordinamento politico: una cosa non da poco, perchè spesso a noi giovani ciò che succede in Italia sotto questo aspetto ci pare lontano, distante, incapibile. È stato per loro, dunque, un’occasione per capire qualcosa di fondamentalmente importante per un cittadino.

Le letture erano storielle semplici che parlavano di collaborazione, della forza che può scaturire da un grande gruppo che crea un organismo o resoconti delle lezioni tenute. In particolare veniva trattato il tema delle regole: le domande e le risposte di ciascuno di loro, ed il concetto che sebbene esse siano viste come qualcosa di negativo da un unico individuo, per una società sono indispensabili, come anche i diritti e i doveri.
Tutti, questi, argomenti trattati nella Costituzione, che i ragazzi hanno affrontato insieme.

Alcuni testi erano anche lettere, frasi o altro di grandi politici della nostra storia, dei veri e propri eroi a cui la Costituzione deve tanto: Aldo Moro e Giovanni Falcone. Una canzone, inoltre, è stata dedicata a Ilaria Alpi, e non serve che spieghi il motivo.

Per quanto riguarda la musica, i ragazzi hanno scelto i brani con l’aiuto di alcuni professori, stando bene attenti al tema tenuto in considerazione, la pace.

Devo dire, inoltre, che sono rimasta colpita dal modo con cui la prof. di musica dava ai ragazzi alcuni consigli prima dell’esibizione; semplici consigli tecnici, che però non è scontato che una prof tenga a dare per garantire l’apprendimento di un corretto modo di cantare.

Dopo, dal colloquio con alcuni di loro, sono stata colpita dalle loro risposte alle mie domande: essi, infatti, si sono ritrovati coinvolti in questo progetto con entusiasmo e curiosità.

Hanno sottolineato il ruolo che i professori hanno avuto in primo piano per ciascuno di loro: alcuni hanno incontrato delle difficoltà nell’esprimersi, e in questo gli insegnanti sono sempre stati pronti ad appoggiarli; anche la disponibilità da parte dei prof è stata utile per approfondire e chiarire alcuni degli argomenti meno capiti dalla classe.

“All’inizio non c’era molto la voglia” dice una di loro “ma poi mi sono ritrovata coinvolta in questo progetto”. E ancora: “Durante questo percorso ci siamo posti delle domande, e ci è venuta voglia di fare”. Insomma, la curiosità non è certo mancata, e la voglia di approfondire un tema così attuale, e allo stesso tempo storico, è cresciuta poco a poco, grazie al sempre maggiore coinvolgimento.

Vedendo un gruppo così allegro e così consapevole della realtà che ci circonda, mi sono sentita rassicurata: d’altronde, la nuova Costituzione, siamo noi.