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di Alessandro Agazzi

Venerdì primo giugno, in occasione del Festival della Parola di Chiavari, si è tenuto un incontro basato sul rapporto tra i giovani, i nuovi Millenials e le parole, l’informazione e soprattutto il nuovo modo di comunicare sul web.

L’ incontro che si è svolto presso l’Auditorium San Francesco, è stato un dialogo diretto da M. Righi (direttore de Il Secolo XIX) e R. Pettinaroli (responsabile Ed. Levante de Il Secolo XIX), ma i veri protagonisti del dibattito sono stati senz’altro i ragazzi. Sul palco ben nove studenti liceali, provenienti dal Marconi di Chiavari, dal D’Oria di Genova e dal Liceti di Rapallo, sono stati intervistati in base ad alcune esperienze da loro svolte grazie a progetti scolastici. Gli studenti del liceo D’oria hanno lavorato sull’uso del linguaggio nell’ambito del Marketing; i ragazzi del Liceti incontreranno il mondo dell’imprenditoria alla ricerca di un particolare uso delle parole, rivolto all’economia e al mercato. Infine gli alunni del Liceo Marconi Delpino in collaborazione con il giornalino scolastico “Ermes” e Il secolo XIX, hanno individuato i mutamenti apportati dal mondo del Web alla comunicazione ordinaria.

Il dialogo si è poi spostato sull’uso del linguaggio specifico dei giovani fino a toccare le diversità espressive portate dai diversi mezzi: scrivere con la penna o con il telefonino porta ad usare parole diverse, linguaggi più o meno curati, come se anche lo strumento avesse con sé un proprio codice linguistico.

Esistono poi mondi diversi che si trovano a confrontarsi tra loro come quello degli adulti, dei professori, e i giovani, spesso, per parlarsi entrano in una sorta di zona franca fatta di parole specifiche della didattica, ma molte volte questi mondi fanno dei passi per incontrarsi, tanto che alcuni ragazzi del D’Oria sottolineavano l’impegno che alcuni docenti compiono per avvicinarsi ai loro studenti anche nel linguaggio.

I giovani del Liceo Marconi Delpino concordavano sul fatto che, a volte, i tentativi dei professori di avvicinarsi al linguaggio giovanile non incidono spesso sulle spiegazioni, ma sono comunque positivi. Un segno importante per i ragazzi, affermano gli studenti del Marconi Delpino, è il fatto di essere chiamati per nome, atteggiamento che rivela un interesse per la personalità dell’allievo.

Il direttore N. Pettinaroli è intervenuto chiedendo ai ragazzi se leggano i giornali ed eventualmente quali notizi interessino loro.

Gli studenti dei Liceti erano del parere che le nuove generazioni, essendo educate alla tecnologia, sono più spinte a utilizzare i giornali online per aggiornarsi, comunque sono consapevoli del fatto che i giornali cartacei sono una fonte più attendibile e più completa dal punto di vista del contenuto, ma nonostante questo i ragazzi preferiscono ricorre alle informazioni via internet per questioni di comodità; anche la televisione è un mezzo vicino ai giovani, in quanto trasmette informazioni abbastanza veloci e in tempo reale. Ma tra gli studenti del Marconi Delpino c’era anche chi diceva invece di amare la carta stampata ma tutti concordano sul fatto che sia una cosa positiva la questione che le notizie social siano in tempo reale e gli stessi esponenti politici usino le piattaforme digitali per informare i loro elettori sui loro impegni istituzionali.

Rimane comunque una cosa certa: informarsi, a prescindere dallo strumento, è sempre un dovere e soprattutto un segno di alto livello culturale.