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di Alessandro Agazzi

Durante i giorni del festival della parola di Chiavari, i ragazzi del Liceo Marconi Delpino (Samir Sayadi, Davide Gnecco, Angelica D’Elia e Ginevra Garibaldi) hanno svolto visite guidate lungo il percorso del parco di Villa Rocca illustrando ai visitatori gran parte della vegetazione, della flora e delle strutture presenti nel parco.

La composizione del parco di Villa Rocca, è dovuta alla famiglia chiavarese Rocca, la quale con l’intenzione di creare una collezione di piante proveniente da diverse parti del mondo, comprò nel 1903 il terreno accanto al Palazzo Costaguta. Per compiere questa loro ambizione assegnarono all’architetto Polinice la creazione del progetto, finito nel 1908. Posteriormente, il parco è stato dato alla città. Il raccordo fra il parco e il giardino fu fatto attraverso uno scalone monumentale composto da un ninfeo sull’asse del palazzo in corrispondenza dell’entrata da via Costaguta. All’interno del parco si possono vedere cascate, grotte, il padiglione del tè, laghetti, un tempietto e panorami dispersi tra di loro; tutti elementi di origini molto vaste che i ragazzi del Marconi Delpino hanno spiegato in maniera dettagliata. La grande diversità della vegetazione è sicuramente l’elemento più caratteristico di questa zona, si possono trovare piante di origini completamente diverse, ad esempio la vegetazione cinese è molto presente nel parco, con ginco bilobi, oppure piante come il bambù.

Dall’altra parte del mondo, vi sono le jacarande (ovviamente presenti nel parco), che come dicevano i ragazzi, sono alberi di origine brasiliana alti fino a 15 metri, che presentano foglie bipennate e fiori blu-violetti che appaiono a giugno e a settembre. I frutti legnosi dell’albero contengono vari semi simili alle nacchere.

Un altro albero particolare presente a Villa Rocca è il banano; una pianta tropicale erbacea dall’aspetto arboreo, il fusto è costituito da grandi foglie avvolte l’una sull’altra, i fiori portati dal fusto centrale si riuniscono in una spiga terminale producendo così un insieme di frutti detto casco. Nell’antichità il banano veniva apprezzato non per i suoi frutti ma per il germoglio centrale dei suoi fusti.

Un tipo di pianta molto presente in Liguria, ma non meno importante è la camelia, che come dicevano gli studenti liceali, proviene dalle zone tropicali dell’Asia. Esse sono coltivate principalmente in Francia e iniziarono a comparire sulle coste liguri (tra il 1820 e il 1830) dopo la pubblicazione del romanzo di Dumas “La signora delle camelie” che diffuse la moda di coltivare camelie. Il floricoltore chiavarese Alessandro Botti è creatore di numerosi ibridi di camelie, come la “bella di Chiavari” e “dittatore Garibaldi”. Nel punto più alto di Villa Rocca, oltre ad esserci una vista stupenda, si può apprezzare (tra le tante cose) la Washintonia, un albero che deve il suo nome a George Washington ed è in grado di resistere fino a -15º centigradi.

Per quanto riguarda le strutture più rappresentative di questa zona, i ragazzi del Marconi Delpino hanno ricordato il Tempietto Pompeiano che veniva usato dai musicisti per suonare le proprie opere.

Durante il percorso vi sono state numerose performance teatrali.