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Di Sara Defranchi e Andrea Rocca

“Chiavari è una città futuristica, una futuropoli”. Così Marinetti che indicò poche volte una città “futuristica” ha definito Chiavari. L’esperto del periodo futurista L. Frugone e lo storico G. Viarengo, che insieme stanno lavorando da tempo su un libro riguardante la Colonia Fara, accompagnati dallo studioso F. Piccinino, hanno tenuto venerdì 1 giugno una conferenza riguardo l’impronta futurista di Chiavari. Proprio questa città, infatti, ha ospitato un evento rilevante per la storia del futurismo italiano, ovvero una giornata del 1931 interamente dedicata a questo movimento con la “Mostra d’Arte futurista” ed una conferenza di Marinetti, fondatore dello stesso, sul “futurismo mondiale”.

La conferenza si è aperta con una citazione di Abraham Lincoln “Forse la cosa migliore del futuro è che arriva un giorno alla volta” che mette in evidenza la difficoltà di abituarsi al cambiamento. Le aspettative di fine/inizio secolo erano altissime, come dimostra l’immaginario del futuro nella letteratura, nella stampa popolare, nei giornali, nelle riviste nei circoli ed in particolare nel cinema: il film “Metropolis”, diretto da Fritz Lang, dove grattacieli, torri, viadotti, strade su più livelli, aerei che atterrano sui tetti, ascensori, e veicoli che sfrecciano e si sovrappongono al tessuto urbano si presentano in tutta la loro futura magnificenza, o ancora “Things to come”, girato da William Menzies nel 1936, che mostrava una visione ottimistica e utopica, dove la pace era garantita da un’aristocrazia di piloti, la città, sotterranea, era celestiale e paradisiaca e le architetture quanto di più etereo, ordinato e moderno si possa immaginare.

Ma la visione della vita futura perfetta e utopisticamente ottima inizia a deteriorarsi: “Arrivo ai tempi moderni” di Charlie Chaplin: la catena di montaggio comincia ad essere vista con sospetto e l’uomo sembra ridursi ad un ingranaggio di essa. L’ importanza del cinema è quella di rendere alla popolazione la novità, e farla diventare quotidianità.

Il cinema, come il discorso, ritorna ora a focalizzarsi su Chiavari. Viene mostrato il rarissimo cartellone del primo film di fantascienza italiano che fu proiettato al Cinema Centrale e al cinema Pro Chiavari in contemporanea perché, oltre che essere uno dei primi film di fantascienza italiani, era anche uno dei primi film sonori; Chiavari è stata una fra le prime città italiane a provare l’emozione del cinema, dopo la prima proiezione assoluta avvenuta a Genova. Anche in quest’occasione si può notare, dunque, l’importanza di questa città all’interno del movimento futurista.