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di L.Mondin, A.Demartini, A.Strafella

Enrica Fico, moglie di Michelangelo Antonioni, presenta all’ Auditorium S.Francesco a Chiavari, in occasione del Festival della Parola, uno delle ultime opere del regista italiano.

Dopo un discorso introduttivo, ricco di aneddoti riguardanti la caparbietà dell’artista, che nonostante la malattia continuò a svolgere la professione con passione e dedizione, è cominciata la proiezione della pellicola.

Il film, articolato in episodi, tratti dal libro “Quel bowling sul Tevere”, dello stesso Antonioni, racchiusi in un’unica cornice, è caratterizzato dai silenzi ingombranti che diventano i veri protagonisti e lasciano poco spazio ai brevi e concisi dialoghi.

Il filo conduttore che lega le quattro vicende, narrate da un regista (interpretato da John Malkovich) in cerca di ispirazione per un nuovo film, sembra essere la relazione tra uomo e donna.

I rapporti non riescono ad essere conclusivi, i personaggi non ottengono mai un lieto fine, chi ostacolato dai propri ideali e dalle proprie paure, chi condizionato dalle esperienze passate, chi rifiutato dalla donna amata.

Durante tutto il film vengono descritti amori carnali, fugaci, vuoti. Non si hanno mai rapporti completamente sinceri ma governati da passioni momentanee, bugie, tradimenti.

Una delle storie è infatti incentrata su un uomo che, non riuscendo a separarsi né da sua moglie né dalla sua amante, vive in due relazioni mentendo così ad entrambe le donne. È infatti legato alla moglie che, sentendosi tradita, si rifugia nell’alcolismo. Il protagonista deciderà infatti di mantenere questi due rapporti tanto fragili quanto falsi.

Tutte le storie si concentrano quindi su una problematica già presente nel 1995 e più che mai attuale, l’incapacità di comunicare che implica rapporti falsi e superficiali.