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Terzo giorno nel nome della Costituzione e di Elena Bono. Nell’agorà del Festival della Parola anche Fernanda Contri, Domenico Galasso e Chiara Colizzi

Il terzo giorno del Festival della Parola sarà nel segno di Elena Bono e della Costituzione. Nella fatidica data del 2 giugno, il sipario si alzerà, infatti, alle 10.30 (Agorà della Parola, piazza N.S. dell’Orto) con le Celebrazioni della Festa della Repubblica, che vedranno l’intervento della Vice Presidente emerita della Corte Costituzionale Fernarda Contri e a seguire letture a cura dell’attrice Daniela Franchi, sotto il titolo: “La Costituzione, nata dalla Resistenza, viva nella Repubblica, dà ai cittadini il diritto di riunirsi pacificamente e il diritto di associarsi liberamente”. Il ruolo chiave della Costituzione nella vita della Repubblica verrà ribadito nel pomeriggio, alle ore 17 ( Agorà della Parola) nell’appuntamento: “70 anni di Costituzione. Un patto fra avversari per il bene comune” che vedrà dialogare l’Onorevole Fausto Bertinotti e il giornalista Massimo Bernardini.

Altro filo rosso della giornata, come si diceva sarà Elena Bono. E proprio per rendere il doveroso omaggio ad una voce cristallina della letteratura italiana, troppo spesso dimenticata, fra le novità di quest’anno c’è anche la veste inedita che il Comune di Chiavari ha deciso di ricoprire, per valorizzare e promuovere il nome di questa sua cittadina illustre, producendo lo spettacolo teatrale: “Mi sembrò che una voce”, messo in scena dalla compagnia “Piccolo Teatro Orazio Costa”, con la regia di Domenico Galasso e dedicato alla scrittrice e poetessa originaria di Sonnino ma trasferitasi nella cittadina ligure in giovane età, dove rimase sino alla morte e dove scrisse i suoi capolavori letterari. Lo spettacolo verrà presentato in anteprima nell’ambito del Festival della Parola, sabato 2 giugno, alle ore 21.30, nell’Agorà della Parola e poi portato in giro per l’Italia, divenendo un pregevole biglietto da visita per l’autrice e al tempo stesso per la città di Chiavari.

Dedicato alla Bono sarà anche l’incontro, alle ore 11.30 all’Auditorium San Francesco: “Elena Bono 2.0 – un classico della letteratura nell’agorà digitale”, dove interverranno: il saggista Francesco Marchitti, il giornalista Alessandro Banfi, la giornalista Silvia Guidi e l’autore Stas Gawronski, il tutto orchestrato da Enrico Rovegno, che precisa: <E’ interessante questa proiezione di Elena nel mondo dell’ “agorà digitale”, visto che fu molto incuriosita dalle nuove possibilità di comunicazione della sua opera che la “rete” offriva. C’è attesa anche per lo spettacolo teatrale, con il quale il Comune di Chiavari, che lo produce, esprime finalmente con un impegno concreto l’apprezzamento nei confronti della “nostra” scrittrice. Personalmente ritengo giusto riporre molte aspettative in questo ritorno di Elena alla sua “città dei portici”. E spero, anche come responsabile della Biblioteca della Società Economica, che ne custodisce l’archivio, che questo sia solo l’inizio di una riproposta sistematica e di una valorizzazione dell’opera di Elena che in molti siamo pronti a sostenere>.

Note sulle spettacolo:

Domenico Galasso, già interprete del suo L’ultima estate dei Fieschi, porta in scena alcuni dei momenti salienti della vis creativa della grande artista, che scelse Chiavari e la Liguria come terra di adozione e di ispirazione. Lo spettacolo teatrale, prodotto dal Piccolo Teatro Orazio Costa di Pescara in collaborazione con il Comune di Chiavari, è imperniato sul breve racconto Morte di Adamo, una delle narrazioni più intense e audaci dell’intera produzione della scrittrice. Il componimento, con la sua cifra visionaria e metanarrativa, sarà il fil-rouge che condurrà lo spettatore alla scoperta di vicende e personaggi della letteratura boniana, e in particolare del modo in cui, in diverse epoche e situazioni, si incarna il mistero di libertà che fu del primo uomo. L’interpretazione di Elena Bono è affidata a Chiara Colizzi, voce italiana di illustri attrici quali Nicole Kidman, Uma Thurman ed Emily Watson. La figura della grande scrittrice rivive sul palco la nascita delle sue trame e dei suoi personaggi, attraverso una drammaturgia che aderisce con rigore filologico a quanto lei stessa ebbe a dire a proposito del suo variegato corpus letterario.

Da segnalare anche l’appuntamento con il Sessantotto (appuntamento con la storia scelto quest’anno dal Festival) che vedrà la partecipazione di due importanti docenti universitari, entrambi protagonisti delle proteste e dei movimenti di allora, che si confronteranno sull’eredità di quella pagina della storia. Alle ore 16 (Auditorium San Francesco) “Così iniziò il ‘68 – il desiderio di cambiamento ha trovato risposta?” con Pier Alberto Bertazzi (Università di Milano) e Luciano Pero (Politecnico di Milano).