TRAVAGLIO“Essere informati è un diritto. Essere disinformati è un pericolo” recita così l’appello lanciato in rete da BastaBufale.it e firmato dal presidente della Camera, Laura Boldrini. Neologismi come fake news e post truth era sono diventati protagonisti di dibattiti a tutti i livelli della società.

Quello della proliferazione delle “bufale” e della post verità è un fenomeno certamente non nuovo ma amplificato in maniera esponenziale e pericolosa dall’utilizzo della tecnologia, rendendo sempre più sfumato, al lettore incauto, il profilo delle fonti autorevoli e credibili. Il Festival della Parola 2017 resta sulla notizia e dedica alcuni importanti appuntamenti a questo tema scottante e di grande attualità.

Nella convinzione, poi, che il mondo della scuola sia il primo baluardo contro la disinformazione, luogo preposto alla formazione degli anticorpi necessari per difendersi da questa virale deriva, particolare attenzione è stata rivolta ai ragazzi, dando loro la parola, per capire come si informano e costruire insieme a loro una nuova consapevolezza e capacità critica nei confronti delle notizie che circolano nella Rete.

Grazie alla collaborazione con Il Secolo XIX, sarà proprio il direttore del quotidiano genovese, Massimo Righi, a dialogare con i ragazzi di due licei liguri, il Marconi Delpino di Chiavari e il D’Oria di Genova, sul tema della cattiva informazione. Un secondo incontro vedrà protagonista il giornalista e scrittore Maurizio Maggiani, firma di prima pagina del Decimonono, che intervistato da Andrea Plebe (responsabile di XTe, sezione dedicata alla cultura, agli spettacoli e al costume de Il Secolo XIX) proverà a spiegare al pubblico: “Perché ci piacciono le false notizie e altre storie”.

Significativamente, sarà proprio un giornalista a chiudere la quarta edizione del Festival della Parola, Marco Travaglio, con il suo “Slurp” sferzante spettacolo contro il malcostume del mondo dell’informazione.