Stefano-PiedimonteSi rinnova anche in questa IV edizione del Festival della Parola la partnership con la Scuola Holden, che in linea con il filone dedicato a Georges Simenon, terrà un workshop, con un occhio di riguardo ai giovani, dedicato a come si scrive un romanzo noir. A fornire “gli attrezzi del mestiere” sarà Stefano Piedimonte, scrittore e docente della scuola creativa torinese.

Piedimonte, napoletano, classe 1980, è autore dei romanzi: Nel nome dello Zio (Guanda), Voglio solo ammazzarti (Guanda), L’assassino non sa scrivere (Guanda), L’innamoratore (Rizzoli). Scrive su Donna Moderna, Il Mattino, Corriere della Sera e altri periodici.
Cos’è oggi il romanzo noir? Ha ancora senso parlare di letteratura di genere, oppure i meccanismi narrativi che regolavano in passato un settore letterario ben identificabile sono oggi condivisi anche dai romanzi cosiddetti “non di genere”? La narrativa contemporanea è fatta da autori ibridi, dagli italiani Maurizio de Giovanni, Niccolò Ammaniti, agli stranieri come George Pelecanos, William McIlvanney, Joe Lansdale, e perfino Michel Houellebecq: tutti scrittori che usano – o hanno usato – il noir come una scatola in cui inserire i contenuti più vari, dalla denuncia sociale all’amore, dal racconto del territorio all’umorismo. Si parte dal noir per raccontare altre cose, in una sorta di “inganno” praticato da sempre, ma oggi più che mai utilizzato per catturare l’attenzione del lettore, spesso distratto da una miriade di stimoli esterni.

Lo scrittore sa che oggi è molto più difficile, rispetto a un tempo, ottenere attenzione da parte del lettore, così gli fornisce un traino che lo porti dalla prima all’ultima pagina del libro. Questo traino, spesso e volentieri, è il noir.

Il workshop della Scuola Holden si terrà sabato, 6 maggio, alle ore 11, presso la sala Ghio Schiffini della Società Economica, via Ravaschieri 15.