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piccoloprincipeIl libro è molto profondo e coinvolgente. E’ molto diverso dal film, ma è comunque molto bello. Colpisce in modo diverso e particolare rispetto ad altri libri e si differenzia per la leggerezza con cui lo scrittore affronta la narrazione.

Altri libri, infatti, sono stati scritti in modo più semplice, non tanto dal punto di vista delle parole utilizzate, ma per quanto riguarda le parole utilizzate.

Ti diverte leggerlo. Ogni pagina è un segreto da scoprire nella pagina seguente…in poche parole ti trascina e ti coinvolge. E’ molto interessante anche perché ogni fascia di età lo può interpretare come vuole: i bambini si vedono rispecchiati nei modi e nelle parole del protagonista, me tre gli adulti si immedesimano nei pianeti che il piccolo principe si trova a visitare.

E’ scritto in un linguaggio abbastanza semplice, comprensibile a tutti ma che, pur nella sua semplicità, ti fa riflettere sui vari significati che una parola può assumere, affinché ognuno possa capire il senso di ciò che lo scrittore vuole spiegare.

L’ambientazione è molto originale e le conoscenze che il protagonista fa nel corso del suo viaggio sono varie.
Il libro parla molto dell’amicizia, specificando ed evidenziando i suoi vari aspetto attraverso varie esperienze, tra le quali il legame che instaura con la volpe.

Un altro argomento importante che è presente, è quello della condivisione, cosa molto importante nella vita, grazie alla quale si può creare un legame con altre persone. Ci si aiuta a vicenda, e si crea un sentimento forte che lega le persone.

I pianeti che visita il piccolo principe, vorrebbero rappresentare i vizi degli uomini e la loro incapacità di ampliare i loro orizzonti, di cambiare le loro attività quotidiane, di andare al di fuori del proprio pianeta, non tanto fisicamente, quanto con la mente e con l’immaginazione.

Il protagonista viaggia attraverso la fantasia, che è il sentimento più forte che è presente nel racconto.
L’amicizia che trova sui vari pianeti, tra cui la Terra, dove impara quale sia la reale importanza di questo sentimento, essendo un tesoro che può modificarsi in vari modi con il passare del tempo, attraverso litigi e momenti memorabili che possono rispettivamente, minare o rafforzare il legame tra due persone.

Emanuele Venturini, Emely Paredes, Giulia Guida, Giampiero Violeta
2D Istituto Comprnsivo “G.B. Della Torre”

verneQuesto libro è un viaggio avventuroso che porta a scoprire molti paesi e territori del mondo. E’ interessante perché attraverso essi scopri moltissime culture del pianeta senza viaggiare fisicamente ma solo con la mente. Un uomo ricco, elegante e tremendamente britannico, ti farà capirE che se si vuole arrivare ad un obbiettivo, con determinazione, usando tutte le forze ed i mezzi possibili, lo si può raggiungere.

Il giro del mondo in 80 giorni, è anche una storia d’amore e di amicizia e, a tratti, è anche comica. Jules Verne all’elemento avventuroso, unisce l’interesse enciclopedico per le scienze e per i popoli e le culture lontane dal mondo europeo. Un’altra cosa che questo libro ti insegna è che se qualcuno non crede in te e in quello che fai, non vuol dire che tu debba mollare o che tu debba smettere di inseguire il tuo obbiettivo.

Il protagonista, Phileas Fogg, sembra l’inglese DOC, con un autocontrollo formidabile e con la mania per la precisione, mentre il suo amico servitore, si rivelerà completamente diverso.

Le idee alla base della storia sono molto carine ed originali, soprattutto per l’epoca in cui è stato scritto il libro. Con questa storia, inoltre, l’autore ha ispirato scienziati ed applicazioni tecnologiche delle epoche successive.

Vi consigliamo vivamente di leggerlo per provare le emozioni che ha trasmesso a noi.

frankesteinIl romanzo “Frankenstein ovvero il moderno Prometeo” è un classico della letteratura gotica inglese, scritto all’inizio del XIX secolo da una ragazza appena diciannovenne, Mary Shelley. Ambientata tra la Svizzera, l’Inghilterra e le regioni del nord Europa , i cui paesaggi sono descritti con grande precisione, la vicenda racconta dello scienziato Victor Frankenstein, così ossessionato dalla filosofia naturale da riuscire nell’impresa di dare la vita ad un essere creato artificialmente, sfidando le leggi naturali e divine.

Ancora più terribili ed inaspettate sono le conseguenze di questo gesto, che porteranno morte, disperazione e angoscia nella vita dello scienziato, dei suoi cari e anche della sua creatura, rifiutata ed emarginata a causa del suo terribile a spetto: essa infatti è frutto dell’assemblaggio di diverse parti di cadavere ed ha delle dimensioni di molto superiori alla norma. La società lo condanna ad essere un mostro nell’aspetto e anche nell’indole.

Viene da chiedersi il ruolo che ha l’istruzione e la cultura del protagonista in tutto questo: Victor si descrive come un ragazzo appassionato di filosofia naturale, una passione che avrebbe anche abbandonato se non fosse stato incoraggiato dal professore Waldman che suggerisce al suo discepolo di dedicarsi alla chimica moderna e ad ogni ramo della filosofia naturale, compresa la matematica per diventare un uomo di scienza e “non uno sperimentatore di poco conto”.

L’istruzione ha un ruolo anche nella storia personale della creatura, che impara a parlare ed anche a leggere osservando una famiglia, tanto che legge il Paradiso Perduto di Milton, I dolori del giovane Werter di Goete e le Vite parallele di Plutarco. Quando la creatura racconta la sua vicenda all’attonito Frankenstein che l’ha abbandonato, gl i rivela di aver appreso molto da quei testi. La cultura ed il sapere tuttavia non bastano a salvare né Frankenstein né la sua creatura, il primo infatti è vittima del suo sapere mentre il secondo cerca un contatto umano che gli è sempre negato. L’angoscia è la nota dominante di questo testo, tanto da renderlo poco piacevole.

Classe II D scuola secondaria di primo grado Ilaria Alpi

berlinFacciamo finta che il mondo in cui viviamo sia diverso, immaginiamo che non ci siano più adulti e siano rimasti solo ragazzi. Come sarebbe il loro mondo? Fabio Geda e Marco Magnone se lo sono chiesto. Nel loro primo libro congiunto chiamato BERLIN-I FUOCHI DI TEGEL , hanno dato risposta a questa domanda.

Corre l’ aprile del 1978 e sono ormai tre anni che la città di Berlino EST è stata decimata da ogni singolo adulto per causa di un virus che uccide tutte le persone al di sopra dei 16 anni. La città è rimasta in mano ai ragazzi che ne hanno fatto il loro regno. La Berlino EST è diventa il “parco giochi” dei sopravvissuti che si sono divisi in cinque gruppi indipendenti gli uni dagli altri con forme di autogoverno che passano dalla democrazia all’ anarchia . Ma una notte alcuni ragazzi del gruppo “Tegel” capeggiati da Wolfrum rapiscono il piccolo Theo dal castello dove viveva con Christa, la zia Nora e le ragazze del gruppo dell’ Havel per portarlo nel loro covo dove farà compagnia alla piccola Anneke.

Per salvare Theo, Christa avrà bisogno dell’ aiuto di Jakob e dei suoi compagni del Gropiusstad che in un primo momento non vorranno dare una mano alla ragazza, ma poi Jakob convincerà il gruppo ad unirsi alla missione di salvataggio. I ragazzi dovranno andare a Tegel dove i fuochi che salgono nella notte confonderanno la vita con la morte, la luce con l’oscurità ed il bene con il male. E quando sorgerà l’ alba del nuovo giorno, Jakob e Christa non saranno più gli stessi.

L’ incontro con Fabio Geda non può che destare interesse per il continuo di questo ciclo di racconti di genere apocalittico nel quale viene immaginata una Berlino EST senza adulti.
Se siete curiosi di sapere non vi resta che continuare a leggere gli altri straordinari sequel di questa saga: L’ ALBA DI ALEXANDER PLAZ, LA BATTAGLIA DI GROPIUS, I LUPI DEL BRANDELONGO.
Indiscrezioni parlano dell’uscita di altri due libri entro dicembre 2018. Gli autori sveleranno qualcosa di più sul misterioso virus? Lo sapremo leggendo.

lucidimezzanotteUn libro che ho letto di recente e che mi è rimasto impresso è “Luci di mezzanotte”, scritto da Angela Ragusa. La vicenda riguarda un ragazzino di nome Alessio che una sera si incontra, o meglio si scontra con una ragazza misteriosa vestita di bianco: l’unico indizio che ella lascia involontariamente ad Alessio è un ciondolo d’oro a forma di mandarino. Grazie ad alcune ricerche, egli scopre che la ragazzina è una emigrata, viene dalla Somalia e sogna di fuggire in Svezia. La ragazza si chiama Lucia, è determinata e sognatrice, non smette mai di credere nel proprio obiettivo, malgrado le difficoltà, come il rapimento misterioso del fratello maggiore Claudio. Per questo mi piace molto. Ad aiutarla c’è il generoso animo di Alessio, che per la sua amica farebbe di tutto. Insieme i due ragazzi affrontano un’avventura indimenticabile, piena di rischi, per raggiungere l’obiettivo tanto desiderato dalla ragazza: fuggire dall’Italia per vivere una vita migliore in Svezia.

Questo è un libro pieno di vita, che trasmette tanti messaggi sull’identità dell’uomo. Ci fa capire ad esempio che tra due persone completamente diverse può nascere un’amicizia profonda ed essa spinge a superare ogni ostacolo, infatti l’amore e la sintonia che si creano tra i protagonisti rendono possibili le soluzioni dei problemi e la realizzazione dei propri sogni. Per quanto le etnie delle persone possano essere diverse, ci sarà sempre solo una razza: l’umanità.

Questo racconto ci aiuta a capire che alcune persone dovrebbero accettare e rispettare il fatto che il mondo è pieno di colori e che in fondo tutti gli uomini sono felici, soffrono, amano, odiano allo stesso modo, indipendentemente dal colore della pelle. Alessio capisce che l’immigrato, come la sua amica, è qualcuno che fa un viaggio regolare da un punto a un altro, come l’uccello migratore, appunto. In realtà, purtroppo, sono persone che fuggono dai massacri. Ogni giorno infatti clandestini disperati, che non hanno nulla da perdere, provenienti dal Nord Africa o da altri paesi, corrono ad imbarcarsi sopra le decrepite imbarcazioni che li porteranno non si sa dove, verso quella che credono la salvezza. Molti di questi immigrati giungono sulle nostre coste con ogni mezzo disponibile, nascosti ovunque, sopportando fatiche bestiali e molto spesso rischiando anche di morire durante il cosiddetto “viaggio della speranza”.

Queste persone non sono rifugiati, perché un rifugio lo stanno cercando. Il libro mi ha colpito perché tratta di un tema molto attuale, inoltre è un racconto intrigante, coinvolgente e soprattutto pieno di speranza: il lettore si immedesima totalmente in esso, con animo e cuore.

Virginia Campodonico
Classe II A
Istituto Comprensivo “G.B. Della Torre” – Scuola Secondaria I grado