9Le valli, i fiumi, le spiagge, i monti, il mare, le strade e i sentieri dell’estremo Ponente ligure sono le radici dello scrittore Alberto Pezzini, che, “nel mezzo del cammin” della sua vita, fece i conti con esse, descrivendole nel libro “Viaggio nel Ponente ligure. Il confine sconosciuto”.

Questa sera Alberto e lo scultore chiavarese Franco Casoni ne hanno presentato i contenuti presso la pasticceria Copello che ha deliziato i presenti con tartine e spumante. Il viaggio inizia dalle nebbie autunnali del paese di Triora dove nel Medioevo si consumò una feroce caccia alle streghe, che non erano altro che avvenenti donne dalla molta conoscenza delle erbe medicinali. Queste donne, invidiate e quindi facilmente eliminabili, furono identificate come le colpevoli di una grave carestia.

L’autore paragona la caccia alle streghe a “Tangentopoli”, anch’essa avvenuta in seguito ad una crisi economica. Le strade di Sanremo, invece, ospitarono Italo Calvino e il suo giardiniere, anzi botanico, Libereso Guglielmi, e custodirono un magnifico giardino, il quale ispirò varie opere di Italo. Quest’ultimo, dall’ancora italiana Mentone, scriveva dell’incredibile cambio di sfumatura del colore del mare da azzurro a profondo blu tra Ventimiglia e la cittadina attualmente francese.

Un mare dal quale i pescatori raccoglievano nelle reti le acciughe che divennero trait d’union tra Liguria e Piemonte, infatti i liguri scambiavano, attraverso la Via del Sale, acciughe con altre merci (spesso il preziosissimo sale). Un mare che scava rocce formando paesaggi come quello dei Balzi Rossi. Subito sopra la costa troviamo i monti alpini di oltre 2000 metri di quota: questa è la peculiarità paesaggistica della Liguria. Talvolta si possono trovare rocce dolomitiche e foibe carsiche, insomma il Ponente, come il Levante, è ricco di segreti e di gioielli da riscoprire,nonché di tradizioni da conservare.

Paolo Ricciardi