gigante-egoista“Che cos’è la parola?”, con questa domanda si è aperta la rappresentazione a cura del Laboratorio Teatrale Arteando, presso la tensostruttura di Villa Rocca questo pomeriggio, che ha visto protagonisti alcuni bambini nella storia del Gigante Egoista opera di Oscar Wilde.

Secondo quanto detto da una delle organizzatrici, la recita, pur mantenendo i caratteri generali del racconto, è stata modificata per renderla più adatta ai ragazzi, con l’obiettivo di avvicinarli alla bellezza della parola.

I giovani attori hanno interpretato i vari personaggi, raccontando la storia di un gigante che, di ritorno dopo anni di assenza, trova il cortile di casa occupato da bambini che giocano. In un primo momento egli li caccia, per poi rendersi conto che senza la loro allegria, il gelo e la neve non avrebbero mai abbandonato il giardino. Decide, così, di farli tornare aiutandone uno a salire su un albero. Quest’ ultimo però si rivela anni dopo essere Gesù Bambino e accompagna il gigante, ormai vecchio, in Paradiso.

I ragazzi hanno recitato alla perfezione complesse battute, salendo sul palco in una danza di costumi colorati, realizzati con l’aiuto di alcuni genitori, e impressionando con la loro bravura i numerosi spettatori. La storia, ricca di significato, è stata inoltre accompagnata da un’interprete che ha tradotto nel linguaggio dei segni (LIS) ogni parola.

L’evento si è concluso con la presentazione dei piccoli protagonisti, il ringraziamento ai collaboratori, la promessa di un ritorno sul palco e un grande applauso.

Romaggi Mattia e Stagnaro Giulia