PANNOFINOIntente a scrivere un articolo riguardante una conferenza del Festival della Parola a noi molto cara, tra il vociare di giornalisti e organizzatori, entra un gruppo indistinto di persone. Non facciamo caso al fatto fino a quando: “Ma scusa, quello non è Francesco Pannofino?”. Sì, era proprio lui. Un incontro assolutamente inaspettato nella sala stampa, cosa desiderare di più? Inutile dire che ci siamo fiondate su di lui e per prima cosa, ovviamente, abbiamo chiesto una foto, ma il tutto è degenerato in un’incredibile intervista improvvisata.

Qual è stato, nella sua carriera di doppiatore, il ruolo più difficile?
Rosso senza braghe, nel cartone animato “Mucca e Pollo”. E’ stato di gran lunga il personaggio più faticoso che abbia mai fatto nella mia vita. Un diavoletto che mutava sembianze doppiato da un pazzo americano che cambiava la voce ogni volta, uno sforzo vocale terrificante.

Qual è invece il suo preferito?
Ci sono gli attori che doppio abitualmente, Denzel Washington e George Clooney, con cui insomma, ormai siamo diventati quasi cugini. In più sono molto orgoglioso di Forrest Gump.

Qual è stato, tra i personaggi interpretati, il suo preferito?
Renè Ferretti è assolutamente il mio preferito. Di gran lunga superiore agli altri che comunque amo come dei figli.

Com’è stato interpretare un regista in una serie tv, che è una critica alla tipica fiction italiana?
Renè Ferretti non è un cialtrone, è costretto ad esserlo, lui sarebbe anche bravo. L’umorismo è intelligente, si dicono cose con una splendida metafora del nostro Paese. Speriamo che si decidano a scriverne altre.

Lei è ligure, è felice di tornare nella sua Liguria?
Certo che sono felice, sono nato a Pieve di Teco e ho fatto le scuole a Imperia, prima che la mia famiglia si trasferisse a Roma, dove vivo tutt’ora. Quando ritorno qui mi sembra di tornare ragazzino e mi prende lo stesso entusiasmo di quando avevo 13 anni.

Cosa ci racconterà questa sera?
Sono contento di cantare le mie canzoni, tratte dall’unico disco che ho fatto. Ci sono due musicisti con me e canterò anche delle cover come Don Raffaè e Sweet Home Chicago. È un piacevole incontro con il pubblico.

Speriamo anche noi di rivederlo in tv, ma soprattutto in qualche nuova “missione da reporter”.

Caterina Cammilleri e Sara Nicatore