lucidimezzanotteUn libro che ho letto di recente e che mi è rimasto impresso è “Luci di mezzanotte”, scritto da Angela Ragusa. La vicenda riguarda un ragazzino di nome Alessio che una sera si incontra, o meglio si scontra con una ragazza misteriosa vestita di bianco: l’unico indizio che ella lascia involontariamente ad Alessio è un ciondolo d’oro a forma di mandarino. Grazie ad alcune ricerche, egli scopre che la ragazzina è una emigrata, viene dalla Somalia e sogna di fuggire in Svezia. La ragazza si chiama Lucia, è determinata e sognatrice, non smette mai di credere nel proprio obiettivo, malgrado le difficoltà, come il rapimento misterioso del fratello maggiore Claudio. Per questo mi piace molto. Ad aiutarla c’è il generoso animo di Alessio, che per la sua amica farebbe di tutto. Insieme i due ragazzi affrontano un’avventura indimenticabile, piena di rischi, per raggiungere l’obiettivo tanto desiderato dalla ragazza: fuggire dall’Italia per vivere una vita migliore in Svezia.

Questo è un libro pieno di vita, che trasmette tanti messaggi sull’identità dell’uomo. Ci fa capire ad esempio che tra due persone completamente diverse può nascere un’amicizia profonda ed essa spinge a superare ogni ostacolo, infatti l’amore e la sintonia che si creano tra i protagonisti rendono possibili le soluzioni dei problemi e la realizzazione dei propri sogni. Per quanto le etnie delle persone possano essere diverse, ci sarà sempre solo una razza: l’umanità.

Questo racconto ci aiuta a capire che alcune persone dovrebbero accettare e rispettare il fatto che il mondo è pieno di colori e che in fondo tutti gli uomini sono felici, soffrono, amano, odiano allo stesso modo, indipendentemente dal colore della pelle. Alessio capisce che l’immigrato, come la sua amica, è qualcuno che fa un viaggio regolare da un punto a un altro, come l’uccello migratore, appunto. In realtà, purtroppo, sono persone che fuggono dai massacri. Ogni giorno infatti clandestini disperati, che non hanno nulla da perdere, provenienti dal Nord Africa o da altri paesi, corrono ad imbarcarsi sopra le decrepite imbarcazioni che li porteranno non si sa dove, verso quella che credono la salvezza. Molti di questi immigrati giungono sulle nostre coste con ogni mezzo disponibile, nascosti ovunque, sopportando fatiche bestiali e molto spesso rischiando anche di morire durante il cosiddetto “viaggio della speranza”.

Queste persone non sono rifugiati, perché un rifugio lo stanno cercando. Il libro mi ha colpito perché tratta di un tema molto attuale, inoltre è un racconto intrigante, coinvolgente e soprattutto pieno di speranza: il lettore si immedesima totalmente in esso, con animo e cuore.

Virginia Campodonico
Classe II A
Istituto Comprensivo “G.B. Della Torre” – Scuola Secondaria I grado