frankesteinIl romanzo “Frankenstein ovvero il moderno Prometeo” è un classico della letteratura gotica inglese, scritto all’inizio del XIX secolo da una ragazza appena diciannovenne, Mary Shelley. Ambientata tra la Svizzera, l’Inghilterra e le regioni del nord Europa , i cui paesaggi sono descritti con grande precisione, la vicenda racconta dello scienziato Victor Frankenstein, così ossessionato dalla filosofia naturale da riuscire nell’impresa di dare la vita ad un essere creato artificialmente, sfidando le leggi naturali e divine.

Ancora più terribili ed inaspettate sono le conseguenze di questo gesto, che porteranno morte, disperazione e angoscia nella vita dello scienziato, dei suoi cari e anche della sua creatura, rifiutata ed emarginata a causa del suo terribile a spetto: essa infatti è frutto dell’assemblaggio di diverse parti di cadavere ed ha delle dimensioni di molto superiori alla norma. La società lo condanna ad essere un mostro nell’aspetto e anche nell’indole.

Viene da chiedersi il ruolo che ha l’istruzione e la cultura del protagonista in tutto questo: Victor si descrive come un ragazzo appassionato di filosofia naturale, una passione che avrebbe anche abbandonato se non fosse stato incoraggiato dal professore Waldman che suggerisce al suo discepolo di dedicarsi alla chimica moderna e ad ogni ramo della filosofia naturale, compresa la matematica per diventare un uomo di scienza e “non uno sperimentatore di poco conto”.

L’istruzione ha un ruolo anche nella storia personale della creatura, che impara a parlare ed anche a leggere osservando una famiglia, tanto che legge il Paradiso Perduto di Milton, I dolori del giovane Werter di Goete e le Vite parallele di Plutarco. Quando la creatura racconta la sua vicenda all’attonito Frankenstein che l’ha abbandonato, gl i rivela di aver appreso molto da quei testi. La cultura ed il sapere tuttavia non bastano a salvare né Frankenstein né la sua creatura, il primo infatti è vittima del suo sapere mentre il secondo cerca un contatto umano che gli è sempre negato. L’angoscia è la nota dominante di questo testo, tanto da renderlo poco piacevole.

Classe II D scuola secondaria di primo grado Ilaria Alpi